Che cos'è l'home staging, credere nell'home staging, fare home staging

Proporsi come home stager? Non è un esame da superare.

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Proporsi come home stager nelle agenzie immobiliari non è come superare un esame

Ma l’approccio, a volte, sembra simile.

Entrare in un’agenzia immobiliare o prendere contatti con agenti, per poi spiegare il servizio di home staging, spesso è simile a una sorta di banco di prova per farsi “promuovere” o per avere un voto alto, quasi come se si stesse affrontando un esame universitario, di quelli in cui, alla fine, il docente esige il libretto universitario per apporre voto e firma. Prepararsi per rispondere a domande e gestire obiezioni delle agenzie è un metodo che può servire, ma non basta. Occorre proporsi in maniera naturale, spiegando il servizio e affrontando eventuali perplessità dell’interlocutore. Si deve piano piano entrare in empatia con chi si ha davanti.

Non è facile varcare la soglia di un’agenzia o parlare con un agente al telefono e spiegare che cosa sia l’home staging, quando titolari o agenti non sanno proprio nulla del servizio e a mala pena conoscono il significato del termine che definisce un lavoro di valorizzazione e preparazione di una casa per vendita e affitto. Se conoscono l’home staging il discorso cambia(fino a un certo punto, ma ora non parliamone), ma se non hanno mai davvero sentito parlare di questa sempre più fondamentale e imprescindibile professione, allora tocca davvero far un bel respiro (mentalmente, dai!) e descriverlo nei punti più salienti. Oppure il respiro va fatto davvero. Nasceranno obiezioni e, gestendole, si forniranno ulteriori spiegazioni, che alimenteranno progressivamente l’interesse degli agenti, ma anche dei proprietari privati.

Un esempio recente capitato a Francesca Strafino di Heart Staging è stato quello di parlare in un’agenzia immobiliare in cui non si sapeva assolutamente nulla di home staging ed è stato davvero come tornare ai tempi degli esami universitari. La titolare aveva solo un minuto di tempo disponibile e, quando si è resa conto che non si trattava della vendita di un contratto telefonico o della luce oppure del gas e che nessuno era entrato in agenzia per disturbare, ha trasformato quel minuto in mezz’ora! Tra domande e obiezioni, l’agenzia si è resa conto di aver scoperto un mondo di cui ignorava totalmente l’esistenza. Il mondo dell’home staging! Chiamerà quell’agenzia? Beh, la sfera di cristallo non ce l’ha nessuno.

La strada per una sana e uniforme informazione sull’home staging è ancora lunga, ma farsi concedere del tempo per parlarne non è una questione da poco. Insomma, si va avanti. Cari home stagers, non mollate mai!

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Che cos'è l'home staging, credere nell'home staging, Eventi sull'home staging

“L’agente immobiliare spiegato agli home stager”, un importante confronto

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Come fare home staging? Come si può collaborare con gli agenti immobiliari? Cosa fanno gli agenti immobiliari?

L’incontro “L’agente immobiliare spiegato agli home stager”, che si è tenuto venerdì 15 giugno 2018 presso lo “Spazio Concrete” di Roma, verteva su queste domande, ma, soprattutto, era mirato a un serio confronto tra agenti immobiliari e home stager. Tenuto da Massimiliano Onofri, agente immobiliare, l’evento si è rivelato un importante appuntamento per capire meglio due mondi: l’home staging e il lavoro di agente immobiliare, così diversi e, proprio per questo, fatti “l’uno per l’altro”, perché in grado di operare in un sistema fatto di sinergia vincente e volto a svecchiare il panorama dell’immobiliare. Onofri spiegava come, spesso, in Italia si tenda a sottovalutare l’importanza dell’agente immobiliare, che, invece, è un valido aiuto per chi vende e compra casa e in grado di agevolare la vita di venditori e acquirenti, rispetto a chi fa da sé. “Le case si sono sempre vendute”, si è sempre detto, e molti credono di poter agire senza intermediazione immobiliare. Invece, il lavoro dell’agente è qualcosa di imprescindibile, se si vuole vendere e comprare nel migliore dei modi.

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I numerosi home stager e agenti immobiliari presenti all’incontro ponevano diverse domande, per cercare di capire come superare le diffidenze di chi vende o affitta casa e si è sollevato il problema di come sia necessaria una comunicazione efficace, da parte degli agenti -per spiegare meglio i loro compiti- e da parte degli home stager, che devono far conoscere il loro lavoro, ancora nuovo per l’Italia, anche se in continuo divenire. Il confronto verteva, quindi, su come viene percepito l’agente immobiliare e su come l’home staging possa intervenire per dare una ulteriore marcia al sistema di vendita e affitto tramite agenzie. Superare il dilagante “fai da te” (presente purtroppo in tutti i settori e non solo in quello immobiliare, in tempi di progressiva e dannosissima improvvisazione) è uno degli obiettivi da cui non bisogna mai deviare.

Si è, inoltre, parlato dei trend di ricerca dell’home staging, del suo posizionamento nel mercato e delle relative, ma superabili, problematiche. Ciò che è emerso è che ormai dell’home staging non si può fare a meno e gli agenti immobiliari, ma anche chi lavora in settori paralleli, come l’edilizia ecc. iniziano a percepirlo come un servizio fondamentale e non come un optional. Gli agenti credono nell’home staging, nonostante le difficoltà che spesso hanno nel proporre il servizio, che i proprietari di case non riescono sempre a comprendere.20180615_132755.jpg

Questo incontro è stato, quindi, fondamentale, non solo per il confronto, ma anche come ulteriore passo in avanti per dar vita a nuovi modi di lavorare in un settore , quello immobiliare, imprescindibile, ma che in Italia viene spesso visto come l'”ultima spiaggia” dopo il “fai da te”. Puntare su una comunicazione vincente e fornire dati aggiornati sono il primo passo da cui partire per lavorare ancora meglio.

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La moodboard: un aiuto per l’home staging

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Qualsiasi lavoro che abbia un minimo di creatività parte da un concetto base, intorno al quale si sviluppa tutto il resto e che è l’impronta che caratterizzerà tale lavoro.

Nell’home staging tutto questo si traduce nella moodboard

Che cos’è la moodboard?

Lo dice il termine stesso: “mood”=umore, “board”= “tavolo”. La “tavola dell’umore”? No. La “Tavolozza dell’umore”? No, ma ci stiamo andando vicino. Una moodboard, in effetti, è una sorta di tavolozza, dato che contiene elementi che caratterizzeranno un intervento di home staging, come i colori per un pittore. Infatti, una moodboard si distingue grazie all’inserimento di oggetti e colori che saranno gli elementi chiave di un allestimento. A cosa serve una moodboard? Serve all’home stager per avere un’idea guida del mood (appunto) dell’allestimento e serve al proprietario della casa, per avere un’infarinatura delle atmosfere dell’abitazione sui cui verrà svolto l’home staging. La moodboard viene poi presentata al proprietario. Come si fa una moodboard? Non esiste una sola tipologia di moodboard, ma diverse e tutte personalizzabili. E cioè?

  • Un collage di foto con alcuni oggetti che faranno parte dell’allestimento o una foto unica che li conterrà
  • Un insieme di tonalità Pantone, che saranno quelle utilizzate per l’home staging
  • Un collage di foto prese online per dare l’idea di come potrebbero essere le caratteristiche base di un intervento di home staging
  • Altre tipologie, nate dalla creatività dell’home stager

La moodboard è necessaria?

Non è obbligatoria, ma sarebbe più corretto svilupparla, dato che renderebbe più completo e professionale il lavoro di un home stager, oltre ad aiutarlo ad avere più credibilità agli occhi del proprietario (ma anche dell’agente immobiliare, se curioso di conoscere un determinato intervento di home staging).

Nella foto: la prima moodboard firmata Heart Staging. E tutto cominciò proprio da quella moodboard 😉

Per una moodboard (e, quindi, un intervento di home staging) Heart Staging, home staging a Roma, è a completa disposizione!

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Agenzie immobiliari e improvvisazione nell’home staging? Ma anche no

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Avete mai pensato di assumere il vostro macellaio di fiducia come avvocato? Certamente no, anche se sembra avere doti oratorie convincenti.

Avete mai chiesto al vostro commercialista di farvi un trattamento estetico (magari una lampada o una depilazione)? Forse potrebbe essere bravo a usare la ceretta, ma rischiate anche un’irritazione della pelle.

Un home stager si improvvisa agente immobiliare? Se lo fa è solo disonesto e non vale né come home stager né come agente immobiliare.

Allora perché alcune agenzie immobiliari si sentono in diritto di non avvalersi di un home stager professionista, affermando il principio del “faccio da solo”? Due cuscini, qualche candelina, la scritta in legno “Home”, una copertina sul letto, un cesto di frutta e un servizio fotografico che, spesso, lascia a desiderare. L’home staging è davvero questo? Si fa lunga e proficua formazione per essere, poi, svalutati dall’improvvisazione? Formarsi tanto serve o è sciocco chi lo fa? Diverso è il discorso se un agente immobiliare ha deciso di far seria formazione ed è capace di dividersi il lavoro, attraverso ottimi interventi di home staging.

Fare home staging richiede una seria e non breve progettazione, a partire dall’analisi di un immobile, per il quale entrano in gioco diversi parametri e valutazioni. Organizzare un intervento di home staging comporta non solo diverse fasi, ma anche una preparazione che deve essere studiata, per capire quanta forza lavoro entrerà in gioco, come si deve intervenire e cosa fare. Alla fine di un allestimento, il servizio fotografico va curato nei minimi dettagli, perché delle foto fatte bene attirano più persone e, di conseguenza, più potenziali clienti che vogliono comprare o affittare una casa, una microricettività o uno spazio.

Il lavoro di un agente immobiliare è faticoso e comporta pazienza e forti doti di mediazione, che portano non poco stress. Perché sobbarcasi anche il peso di un intervento di home staging, rinunciando alla collaborazione di chi dell’home staging fa il proprio lavoro e si occupa SOLO di quello?

L’home stager NON RUBA IL LAVORO all’agente immobiliare

L’home stager è una persona in più che può aiutare l’agenzia a lavorare meglio. E fino a quando questo concetto non sarà chiaro, ci ritroviamo in alto mare, come diceva una nota canzone.

Heart Staging, home staging a Roma, si rivolge a privati e ad agenzie per aiutare a vendere o affittare prima un immobile.

Contattateci all’indirizzo mail info@heartstagingrome.it e… ne parleremo di persona!

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Home stager e agente immobiliare: la sinergia perfetta

L’unione fa la forza

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Agente immobiliare + home stager = la sinergia perfetta

L’home staging, almeno in Italia, è una professione che si è sviluppata solo negli ultimi anni ed è in continuo divenire, evolvendosi anche in base alla nostra situazione immobiliare. Se negli Stati Uniti (dove l’home staging è nato), infatti, il 90% degli immobili viene direttamente preparato per la vendita o l’affitto, in Italia, quando si realizza un intervento di home staging, si parla di valorizzazione immobiliare e non tanto di preparazione della casa. Ciò avviene perché, spesso, nelle operazioni di compravendita, in Italia (e non solo) si trascura il potenziale di un immobile e l’emotività che esso può suscitare in un eventuale acquirente o affittuario. Per questo, si parla di valorizzazione, per sottolineare tutto il potenziale di una casa.

Di solito, l’agente immobiliare mostra una casa, ne descrive le caratteristiche, parla di metrature, di come potrebbe avvenire la trattativa e di altri aspetti riguardanti la sua professione. Chi visita una casa che non ha avuto un intervento di home staging, però, non sempre se ne sente attratto, perché o è vuota e suscita freddezza oppure è arredata, ma trascurata. Purtroppo è così ed è evidente. Chi vuole affittare o acquistare casa deve sentirla come sua già alla prima visita. E allora come si può affiancare il già nobile e paziente lavoro dell’agente immobiliare? Avvalendosi di un home stager, che, in perfetta sinergia con l’agenzia immobiliare, aggiunge ulteriore lavoro a quello che l’agenzia già compie.

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Attenzione: home stager e agente immobiliare sono due figure professionali distinte, ma che possono cooperare in maniera sinergica, ognuno occupandosi dei propri compiti. L’agente immobiliare segue tutto ciò che riguarda la compravendita, le trattative, le parti burocratiche, ecc, mentre l’home stager è incaricato esclusivamente alla preparazione della casa per la vendita o l’affitto, valorizzandola.

Può un agente immobiliare fare l’home stager?

La risposta è NI, partendo dal concetto contrario: l’home stager può fare l’agente immobiliare? Se ha seguito tutti gli iter per diventarlo, allora sì, ma non ci si può improvvisare. Lo stesso ragionamento lo si deve fare per gli agenti immobiliari che si occupano di home staging: possono farlo se hanno seguito un corso professionale, altrimenti l’improvvisazione presenta poi il suo conto nonché risultati controproducenti. Il punto, però, è un altro ancora: quanto lavoro dovrebbe sobbarcarsi un agente immobiliare che fa pure home staging? Tanto, troppo, e si rischia di fare male l’una e l’altra cosa. La soluzione migliore? Un’agenzia immobiliare che si avvalga della figura di un home stager, che sia freelance o inserito all’interno del personale dell’agenzia.

Lavorare bene, lavorare tutti!

Heart Staging, home staging a Roma, è disponibile per incontrare le agenzie immobiliari. Lavoriamo insieme!

 

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Casa Colli Aniene Mon Amour: soddisfatti e… “disallestiti”!

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Casa Colli Aniene Mon Amour affittata: missione compiuta

La casa Colli Aniene Mon Amour, in zona Colli Aniene a Roma e che ha interessato l’ultimo allestimento a cura di Heart Staging, è stata affittata. Sono stati, infatti, trovati gli inquilini, che si sono appena trasferiti in questo delizioso appartamento, luminoso e rimesso a nuovo. Il tutto è accaduto nell’arco di una settimana, escludendo i giorni pasquali e una brutta influenza che aveva colpito Giulia, la proprietaria, che, quindi, era impossibilitata a organizzare le numerose visite. Tantissime sono state, infatti, le richieste, da parte di privati, intenzionati ad affittare la casa, ma anche da parte di agenzie che, rimaste sorprese e positivamente colpite dal servizio fotografico post home staging, volevano acquisire l’appartamento. Tutto ciò è segno dell’efficacia del fare home staging a Roma, cosa a cui Giulia ha creduto fin dall’inizio e che ha, successivamente, entusiasmato Rosanna, sua mamma, un po’ scettica i primi tempi, non perché non credesse nell’home staging, ma perché le sembrava qualcosa di troppo strano, oltre che inedito.

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Il disallestimento: disfare nell’home staging = risultati positivi

Se si pensa alla parola “disfare” si avverte istintivamente una sensazione di malinconia. Disfare le valigie = vacanze finite, disfare l’albero di Natale = feste finite… sono solo alcuni esempi dell’accezione non positiva di questo termine. Se si pensa, invece, al disfare nell’home staging e, in particolar modo, al disfare entro breve termine, significa qualcosa di positivo, ossia una casa affittata o venduta, per la quale l’home staging ha funzionato alla grande. Sensazioni positive, infatti, sono state quelle provate durante il disallestimento di Casa Colli Aniene Mon Amour e, forse, l’unico barlume di malinconia che ha fatto capolino è stato ricordare l’entusiasmo durante l’allestimento. E ora si pensa al futuro e al prossimo allestimento. Dove sarà?

 

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Casa Colli Aniene Mon Amour: il racconto di un bel lavoro di squadra

Tutto iniziò da qui…ecco il Prima! Home staging a Roma

Un appartamento in zona Colli Aniene, di 60 mq circa e in un palazzo dei primi anni ’90, era stato appena ristrutturato, dopo che Giulia, la proprietaria, aveva deciso di farlo rimettere a nuovo per affittarlo. La casa, infatti, era stata abitata per tanti anni dai suoi nonni, portando i segni del tempo e, quindi, era stata appena “rinfrescata”. Però Giulia sentiva che quella dimora, così luminosa e in una posizione felice (Colli Aniene è un bel quartiere di Roma Est) avesse bisogno di essere valorizzata al meglio. Così ha deciso di credere nell’home staging, e, di conseguenza, in Heart Staging. Dopo il sopralluogo, per progettare l’intervento di home staging, Giulia ha voluto anche servirsi non solo di un home stager a Roma, ma anche del servizio di personal shopping, fornito sempre da Heart Staging, rimanendo entusiasta dei consigli. Dunque, l’appartamento, poco prima dell’allestimento, si presentava così:

 

 

Si nota tutto il suo potenziale nonché luminosità. Dell’allestimento si sono occupate Francesca Strafino, home stager di Heart Staging, e Alessandra Martella, architetto e home stager, che ha avuto un ruolo rilevante anche per quanto riguarda il servizio fotografico. Parte della squadra è stato anche Fabio, geometra e tecnico del restyling di questo appartamento (una sorta di versione italiana di Jonathan Scott, dei noti gemelli Scott, i cui programmi sul mondo della casa sono seguiti in tutto il mondo).

Credere nell’home staging…il Dopo! Home staging a Roma

Il materiale era pronto e bisognava definire meglio la disposizione degli spazi. Con l’aiuto di Fabio, il mobile del soggiorno è stato posizionato in un punto diverso dell’ambiente, per meglio valorizzare la bellezza del vero legno del mobile, tutto Made in Italy. Grazie ad Alessandra e al suo occhio di architetto, anche il resto degli spazi è stato meglio valorizzato, scegliendo una diversa posizione dei quadri, rispetto a come dovevano essere nel progetto iniziale. Per quanto riguarda la moodboard, i colori dominanti sono stati l’azzurro, il blu, il giallo, il bianco e il color legno, per meglio mantenere l’identità originaria della casa. Un esempio: per il mobile della cucina sono stati sostituiti i pomelli originari color legno scuro con dei più moderni pomelli bianchi, ma il colore del mobile è rimasto invariato.

 

Ecco il work in progress: Fabio, Francesca, Alessandra. 

E allora…ecco il risultato! 

 

Si ringraziano:

Giulia, la proprietaria, per aver creduto nell’home staging

Francesca  e Alessandra, home staging e foto

Fabio, un tecnico all’avanguardia

CONTINUA…