Che cos'è l'home staging, credere nell'home staging, Eventi sull'home staging

“L’agente immobiliare spiegato agli home stager”, un importante confronto

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Come fare home staging? Come si può collaborare con gli agenti immobiliari? Cosa fanno gli agenti immobiliari?

L’incontro “L’agente immobiliare spiegato agli home stager”, che si è tenuto venerdì 15 giugno 2018 presso lo “Spazio Concrete” di Roma, verteva su queste domande, ma, soprattutto, era mirato a un serio confronto tra agenti immobiliari e home stager. Tenuto da Massimiliano Onofri, agente immobiliare, l’evento si è rivelato un importante appuntamento per capire meglio due mondi: l’home staging e il lavoro di agente immobiliare, così diversi e, proprio per questo, fatti “l’uno per l’altro”, perché in grado di operare in un sistema fatto di sinergia vincente e volto a svecchiare il panorama dell’immobiliare. Onofri spiegava come, spesso, in Italia si tenda a sottovalutare l’importanza dell’agente immobiliare, che, invece, è un valido aiuto per chi vende e compra casa e in grado di agevolare la vita di venditori e acquirenti, rispetto a chi fa da sé. “Le case si sono sempre vendute”, si è sempre detto, e molti credono di poter agire senza intermediazione immobiliare. Invece, il lavoro dell’agente è qualcosa di imprescindibile, se si vuole vendere e comprare nel migliore dei modi.

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I numerosi home stager e agenti immobiliari presenti all’incontro ponevano diverse domande, per cercare di capire come superare le diffidenze di chi vende o affitta casa e si è sollevato il problema di come sia necessaria una comunicazione efficace, da parte degli agenti -per spiegare meglio i loro compiti- e da parte degli home stager, che devono far conoscere il loro lavoro, ancora nuovo per l’Italia, anche se in continuo divenire. Il confronto verteva, quindi, su come viene percepito l’agente immobiliare e su come l’home staging possa intervenire per dare una ulteriore marcia al sistema di vendita e affitto tramite agenzie. Superare il dilagante “fai da te” (presente purtroppo in tutti i settori e non solo in quello immobiliare, in tempi di progressiva e dannosissima improvvisazione) è uno degli obiettivi da cui non bisogna mai deviare.

Si è, inoltre, parlato dei trend di ricerca dell’home staging, del suo posizionamento nel mercato e delle relative, ma superabili, problematiche. Ciò che è emerso è che ormai dell’home staging non si può fare a meno e gli agenti immobiliari, ma anche chi lavora in settori paralleli, come l’edilizia ecc. iniziano a percepirlo come un servizio fondamentale e non come un optional. Gli agenti credono nell’home staging, nonostante le difficoltà che spesso hanno nel proporre il servizio, che i proprietari di case non riescono sempre a comprendere.20180615_132755.jpg

Questo incontro è stato, quindi, fondamentale, non solo per il confronto, ma anche come ulteriore passo in avanti per dar vita a nuovi modi di lavorare in un settore , quello immobiliare, imprescindibile, ma che in Italia viene spesso visto come l'”ultima spiaggia” dopo il “fai da te”. Puntare su una comunicazione vincente e fornire dati aggiornati sono il primo passo da cui partire per lavorare ancora meglio.

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La moodboard: un aiuto per l’home staging

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Qualsiasi lavoro che abbia un minimo di creatività parte da un concetto base, intorno al quale si sviluppa tutto il resto e che è l’impronta che caratterizzerà tale lavoro.

Nell’home staging tutto questo si traduce nella moodboard

Che cos’è la moodboard?

Lo dice il termine stesso: “mood”=umore, “board”= “tavolo”. La “tavola dell’umore”? No. La “Tavolozza dell’umore”? No, ma ci stiamo andando vicino. Una moodboard, in effetti, è una sorta di tavolozza, dato che contiene elementi che caratterizzeranno un intervento di home staging, come i colori per un pittore. Infatti, una moodboard si distingue grazie all’inserimento di oggetti e colori che saranno gli elementi chiave di un allestimento. A cosa serve una moodboard? Serve all’home stager per avere un’idea guida del mood (appunto) dell’allestimento e serve al proprietario della casa, per avere un’infarinatura delle atmosfere dell’abitazione sui cui verrà svolto l’home staging. La moodboard viene poi presentata al proprietario. Come si fa una moodboard? Non esiste una sola tipologia di moodboard, ma diverse e tutte personalizzabili. E cioè?

  • Un collage di foto con alcuni oggetti che faranno parte dell’allestimento o una foto unica che li conterrà
  • Un insieme di tonalità Pantone, che saranno quelle utilizzate per l’home staging
  • Un collage di foto prese online per dare l’idea di come potrebbero essere le caratteristiche base di un intervento di home staging
  • Altre tipologie, nate dalla creatività dell’home stager

La moodboard è necessaria?

Non è obbligatoria, ma sarebbe più corretto svilupparla, dato che renderebbe più completo e professionale il lavoro di un home stager, oltre ad aiutarlo ad avere più credibilità agli occhi del proprietario (ma anche dell’agente immobiliare, se curioso di conoscere un determinato intervento di home staging).

Nella foto: la prima moodboard firmata Heart Staging. E tutto cominciò proprio da quella moodboard 😉

Per una moodboard (e, quindi, un intervento di home staging) Heart Staging, home staging a Roma, è a completa disposizione!

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Agenzie immobiliari e improvvisazione nell’home staging? Ma anche no

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Avete mai pensato di assumere il vostro macellaio di fiducia come avvocato? Certamente no, anche se sembra avere doti oratorie convincenti.

Avete mai chiesto al vostro commercialista di farvi un trattamento estetico (magari una lampada o una depilazione)? Forse potrebbe essere bravo a usare la ceretta, ma rischiate anche un’irritazione della pelle.

Un home stager si improvvisa agente immobiliare? Se lo fa è solo disonesto e non vale né come home stager né come agente immobiliare.

Allora perché alcune agenzie immobiliari si sentono in diritto di non avvalersi di un home stager professionista, affermando il principio del “faccio da solo”? Due cuscini, qualche candelina, la scritta in legno “Home”, una copertina sul letto, un cesto di frutta e un servizio fotografico che, spesso, lascia a desiderare. L’home staging è davvero questo? Si fa lunga e proficua formazione per essere, poi, svalutati dall’improvvisazione? Formarsi tanto serve o è sciocco chi lo fa? Diverso è il discorso se un agente immobiliare ha deciso di far seria formazione ed è capace di dividersi il lavoro, attraverso ottimi interventi di home staging.

Fare home staging richiede una seria e non breve progettazione, a partire dall’analisi di un immobile, per il quale entrano in gioco diversi parametri e valutazioni. Organizzare un intervento di home staging comporta non solo diverse fasi, ma anche una preparazione che deve essere studiata, per capire quanta forza lavoro entrerà in gioco, come si deve intervenire e cosa fare. Alla fine di un allestimento, il servizio fotografico va curato nei minimi dettagli, perché delle foto fatte bene attirano più persone e, di conseguenza, più potenziali clienti che vogliono comprare o affittare una casa, una microricettività o uno spazio.

Il lavoro di un agente immobiliare è faticoso e comporta pazienza e forti doti di mediazione, che portano non poco stress. Perché sobbarcasi anche il peso di un intervento di home staging, rinunciando alla collaborazione di chi dell’home staging fa il proprio lavoro e si occupa SOLO di quello?

L’home stager NON RUBA IL LAVORO all’agente immobiliare

L’home stager è una persona in più che può aiutare l’agenzia a lavorare meglio. E fino a quando questo concetto non sarà chiaro, ci ritroviamo in alto mare, come diceva una nota canzone.

Heart Staging, home staging a Roma, si rivolge a privati e ad agenzie per aiutare a vendere o affittare prima un immobile.

Contattateci all’indirizzo mail info@heartstagingrome.it e… ne parleremo di persona!

credere nell'home staging, fare home staging

Effetto non “Wow”: una casa senza home staging – un’esperienza personale

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Cosa c’è di più terrificante nel vedere una cosa ridotta male (come, ad esempio, quella della foto?)

Ecco il racconto in prima persona di Francesca Strafino, home stager a Roma di Heart Staging. 

“Era l’inizio del 2013 e mi accingevo a cercare una casa da comprare, per non stare più in affitto. Dopo aver scelto le zone di Roma che mi interessavano, mi sono focalizzata sulle case da visitare, cercando sul web e rivolgendomi alle agenzie immobiliari. Prima di trovare la casa dei miei sogni (le mie aspettative erano quelle; ebbene sì), ho visitato circa una trentina di appartamenti, tutti più o meno dai 60 ai 70 mq, arrivando a toccare con mano quello stato d’animo che corrisponde al termine “disperazione”. Già, perché ogni appartamento visitato corrispondeva a qualcosa di allucinante: case abitate con giocattoli che rischiavano di farmi inciampare, porte scarabocchiate, odore di cibo e bambini urlanti; case con muri pieni di muffa e disordinate; case vuote e con odore di muffa; case più piccole di quanto immaginassi (per via di foto fuorvianti, furbescamente scattate col grandangolo) e…insomma, di tutto e di più. Ero sconfortata.

Poi, a marzo, ho visitato un appartamento di 80 mq in zona Montesacro Alto (conosciuta come Talenti), con ingresso, balcone, due camere, un bagno, una cucina e un soggiorno discretamente ampio. Mi sono detta: “Questa ha una marcia in più”. La considerazione l’avevo fatta per la posizione, per i mq e l’esposizione luminosa, ma per il resto…no, decisamente no, per colpa di alcuni mobili rimasti in casa, vecchi, rotti e maleodoranti, compreso un divano vintage con copriletto giallo. “Devo immaginarla senza questi arredi orrendi”, pensavo e lo sforzo d’immaginazione c’è stato. Per questo, ho preso in considerazione l’appartamento, per farlo poi visitare alla mia famiglia.

Quando l’ha visto mia mamma, ha utilizzato il mio stesso sforzo d’immaginazione, sostenendo, però, che l’appartamento si presentava troppo male e che, forse, dovevo cercare ancora, tenendolo in considerazione. Non è andata allo stesso modo con mio padre, che, non appena ha visto la casa, ha esclamato: “Oddio, quanto è brutta: questa sarebbe la casa dei tuoi sogni?”. La mia risposta era affermativa, ma lui era contrariato. “No, tu in un posto simile non ci vai a vivere. Cerca altro!”. Per convincerlo mi ci è voluta tanta persuasione; sudatissima, per giunta, poiché si avvicinava la primavera e le temperature romane rasentano quelle estive. Quell’appartamento è diventato la mia casa e siamo riusciti a tirare molto sul prezzo, dato che si presentava male. Certo, necessitava di una ristrutturazione (che poi è avvenuta), ma era talmente brutta da costringerci a mettere l’ex padrona alle strette, decidendo noi il prezzo, in suo sfavore.

Che cosa sarebbe successo se quella casa fosse stata preparata attraverso un servizio di home staging? Io ho molta fantasia, mia mamma anche (ma meno di me), mentre mio padre rappresenta il 90% delle persone che visitano case proposte da molti privati e agenzie immobiliari: non riusciva ad immaginarla vivibile e stavamo perdendo un’opportunità. Se non avessi convinto mio padre, quella casa sarebbe rimasta sul mercato ancora per parecchio tempo. Non c’è stato nessun effetto “Wow” per quella che è diventata la mia abitazione. Se fosse stato applicato l’home staging, non avrei perso tempo e sudore per convincere mio padre (e anche un po’ mia madre).

Credo che questa mia esperienza personale possa essere d’esempio per far capire che, senza home staging, una casa non solo viene venduta con più difficoltà, ma, presentandosi male, si è costretti a trattare molto sul prezzo, con conseguente perdita di valore della casa stessa.

Stai affittando o vendendo casa? Contatta Heart Staging – valorizzazione immobiliare, home staging a Roma e chiedi una consulenza.

Ah, la casa in foto non è casa mia, ho solo esagerato un po’ 🙂 ”

Francesca Strafino

 

 

 

 

 

credere nell'home staging, fare home staging

Home stager e agente immobiliare: la sinergia perfetta

L’unione fa la forza

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Agente immobiliare + home stager = la sinergia perfetta

L’home staging, almeno in Italia, è una professione che si è sviluppata solo negli ultimi anni ed è in continuo divenire, evolvendosi anche in base alla nostra situazione immobiliare. Se negli Stati Uniti (dove l’home staging è nato), infatti, il 90% degli immobili viene direttamente preparato per la vendita o l’affitto, in Italia, quando si realizza un intervento di home staging, si parla di valorizzazione immobiliare e non tanto di preparazione della casa. Ciò avviene perché, spesso, nelle operazioni di compravendita, in Italia (e non solo) si trascura il potenziale di un immobile e l’emotività che esso può suscitare in un eventuale acquirente o affittuario. Per questo, si parla di valorizzazione, per sottolineare tutto il potenziale di una casa.

Di solito, l’agente immobiliare mostra una casa, ne descrive le caratteristiche, parla di metrature, di come potrebbe avvenire la trattativa e di altri aspetti riguardanti la sua professione. Chi visita una casa che non ha avuto un intervento di home staging, però, non sempre se ne sente attratto, perché o è vuota e suscita freddezza oppure è arredata, ma trascurata. Purtroppo è così ed è evidente. Chi vuole affittare o acquistare casa deve sentirla come sua già alla prima visita. E allora come si può affiancare il già nobile e paziente lavoro dell’agente immobiliare? Avvalendosi di un home stager, che, in perfetta sinergia con l’agenzia immobiliare, aggiunge ulteriore lavoro a quello che l’agenzia già compie.

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Attenzione: home stager e agente immobiliare sono due figure professionali distinte, ma che possono cooperare in maniera sinergica, ognuno occupandosi dei propri compiti. L’agente immobiliare segue tutto ciò che riguarda la compravendita, le trattative, le parti burocratiche, ecc, mentre l’home stager è incaricato esclusivamente alla preparazione della casa per la vendita o l’affitto, valorizzandola.

Può un agente immobiliare fare l’home stager?

La risposta è NI, partendo dal concetto contrario: l’home stager può fare l’agente immobiliare? Se ha seguito tutti gli iter per diventarlo, allora sì, ma non ci si può improvvisare. Lo stesso ragionamento lo si deve fare per gli agenti immobiliari che si occupano di home staging: possono farlo se hanno seguito un corso professionale, altrimenti l’improvvisazione presenta poi il suo conto nonché risultati controproducenti. Il punto, però, è un altro ancora: quanto lavoro dovrebbe sobbarcarsi un agente immobiliare che fa pure home staging? Tanto, troppo, e si rischia di fare male l’una e l’altra cosa. La soluzione migliore? Un’agenzia immobiliare che si avvalga della figura di un home stager, che sia freelance o inserito all’interno del personale dell’agenzia.

Lavorare bene, lavorare tutti!

Heart Staging, home staging a Roma, è disponibile per incontrare le agenzie immobiliari. Lavoriamo insieme!

 

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Casa Colli Aniene Mon Amour: soddisfatti e… “disallestiti”!

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Casa Colli Aniene Mon Amour affittata: missione compiuta

La casa Colli Aniene Mon Amour, in zona Colli Aniene a Roma e che ha interessato l’ultimo allestimento a cura di Heart Staging, è stata affittata. Sono stati, infatti, trovati gli inquilini, che si sono appena trasferiti in questo delizioso appartamento, luminoso e rimesso a nuovo. Il tutto è accaduto nell’arco di una settimana, escludendo i giorni pasquali e una brutta influenza che aveva colpito Giulia, la proprietaria, che, quindi, era impossibilitata a organizzare le numerose visite. Tantissime sono state, infatti, le richieste, da parte di privati, intenzionati ad affittare la casa, ma anche da parte di agenzie che, rimaste sorprese e positivamente colpite dal servizio fotografico post home staging, volevano acquisire l’appartamento. Tutto ciò è segno dell’efficacia del fare home staging a Roma, cosa a cui Giulia ha creduto fin dall’inizio e che ha, successivamente, entusiasmato Rosanna, sua mamma, un po’ scettica i primi tempi, non perché non credesse nell’home staging, ma perché le sembrava qualcosa di troppo strano, oltre che inedito.

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Il disallestimento: disfare nell’home staging = risultati positivi

Se si pensa alla parola “disfare” si avverte istintivamente una sensazione di malinconia. Disfare le valigie = vacanze finite, disfare l’albero di Natale = feste finite… sono solo alcuni esempi dell’accezione non positiva di questo termine. Se si pensa, invece, al disfare nell’home staging e, in particolar modo, al disfare entro breve termine, significa qualcosa di positivo, ossia una casa affittata o venduta, per la quale l’home staging ha funzionato alla grande. Sensazioni positive, infatti, sono state quelle provate durante il disallestimento di Casa Colli Aniene Mon Amour e, forse, l’unico barlume di malinconia che ha fatto capolino è stato ricordare l’entusiasmo durante l’allestimento. E ora si pensa al futuro e al prossimo allestimento. Dove sarà?

 

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Roma al primo posto per le compravendite immobiliari, ma a prezzi inferiori. Perché…

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La caratteristica che rende Roma unica (al mondo)

Le grandi città registrano un aumento delle compravendite e Roma è al primo posto. Entrando nello specifico, a Roma nel 2017 c’è stato un aumento del +34%, con 32.000 transazioni, che hanno permesso al mercato di mantenersi sempre attivo.  Che cosa favorisce tutto questo? Il fatto che Roma sia una capitale? Che sia la Capitale? Che sia la Città Eterna? No. Al di là dell’importanza che una capitale riveste, per il solo fatto di esserlo e di attirare persone per lavoro, turismo e investimento, Roma ha un’unicità che nessun’altra città italiana: l’estrema varietà del paesaggio urbano. Roma è tante città in una sola e questo la rende particolare nonché speciale. Infatti, comprende aree con importanti snodi urbani e un’alta concentrazione di abitazioni, servizi, negozi, uffici ecc, così come enormi spazi verdi e residenziali, arrivando fino al mare (non dimentichiamo che Ostia è Roma). Un paesaggio per tutti i gusti, quindi, che consente di soddisfare le esigenze di tutti i tipi.

Il mercato immobiliare romano: qualche numero del 2018

Per quanto riguarda i numeri, la percentuale di compravendite supera quella degli affitti (53% vs 47%), segno di una tendenza a voler avere una casa tutta per sé, per viverci o investire. Per quanto riguarda i prezzi in rapporto ai quartieri romani, nel centro storico si va dai 5.000 ai 12.000 euro al metro quadro, mentre si passa dai 2.000 in zona Trionfale-Vaticano ai 7.500 dei quartieri Prati e Parioli (si parla di case ristrutturate). L’Eur, dove il 95% degli acquirenti vuole acquistare la prima casa, è una strana eccezione, perché ha prezzi piuttosto elevati al metro quadro (dai 3.500 ai 5.000 euro), nonostante non sia una zona centrale. I prezzi sono, invece, più bassi nelle altre zone meno centrali e sono quelle dove vi sono anche più case in vendita e dove i prezzi continuano a scendere. La gente tende ad andare, ovviamente, nelle zone più periferiche ed è lì che vi sono le maggiori oscillazioni di prezzo, al ribasso.

Ma i prezzi scendono e il valore si perde

Il fatto che vi sia stato questo calo di prezzi ha permesso una leggera perdita di valore delle case.  Ciò accade anche perché non si provano servizi nuovi, con i quali si può ovviare ai prezzi che si abbassano. Come fare? Affidandosi all’home staging. Perché? I motivi sono spiegati qui e, sicuramente, se i proprietari di immobili scelgono l’home staging o le agenzie immobiliari propongono questo servizio, una casa si venderà senza trattare troppo sul prezzo, come è spiegato nel link. Scegliendo Heart Staging, home staging a Roma, la vostra casa avrà più possibilità di essere venduta e prima del tempo.