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Oltre l’home staging: giochiamo un po’? Design Home e Home Design Makeover e le piccole attinenze con l’home staging

 

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Ovvero come sia impossibile trovare app e videogiochi sull’home staging, ma si può giocare con qualcosa di interessante, per quanto riguarda l’abitare

Siete in cerca di un’app sull’home staging? Non la troverete, almeno per ora. Però esistono un paio di giochi che possono avvicinarsi al modo di ragionare e agire di un home stager. Entrambi, infatti, presentano degli elementi interessanti per chi, di lavoro, si occupa di home staging

  1. Design Home (per smarthphone e tablet)

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Questo gioco riguarda l’interior design: si hanno indicazioni su come arredare una casa e si seguono. Gli stili possono essere industrial, moderno, contemporaneo, tradizionale, francese, tropicale, outdoor ecc. A disposizione si hanno un budget (finto, ovviamente), delle chiavi che servono per avanzare nel gioco, una media di punteggio -in base alle votazioni di altri utenti- e dei diamanti, utili per comprare accessori o mobili, in caso di budget finito. Per poter acquisire le chiavi e avanzare, prima di consegnare il lavoro occorre votare i lavori altrui, a meno che non si sia fatto il pieno con la ricarica automatica di chiavi e diamanti, ogni giorno alle 14 (o 15, se vi è l’ora legale). Il punteggio che danno gli altri utenti serve per vincere i mobili messi in palio con ogni casa. Se per ogni casa si arriva a un punteggio dal 4 in poi, si vince. Sotto il 4 no e la media di punteggio personale si abbassa. Ogni giorno c’è una casa “daily”, in qualsiasi parte del mondo (il che è stupendo, dato che vi sono case in USA, ma anche in Europa, Asia e altri continenti), che è quella che fa guadagnare di più (2.500 dollari) e che si può arredare con i mobili a disposizione. Le altre case (ne vengono aggiunte diverse, durante la giornata, almeno una decina) necessitano spesso di un acquisto mobili, da scegliere tassativamente in base allo stile richiesto e per i quali non sempre si ha il budget giusto. Ovviamente, come tutti i giochi online, le cose vengono facilitate se si paga per avere più budget e più diamanti (attraverso la propria carta di credito). I mobili del gioco esistono davvero e sono parte di noti marchi d’arredo (specie americani, dato che Design Home viene da Oltreoceano) e spesso vi sono delle case extra, degli sponsor a tempo limitato e delle case bonus (per aver più diamanti).

Cosa può esserci di attinente al mondo dell’home staging in questo gioco?

  1. La gestione del budget: è importante, perché nell’home staging dobbiamo lavorare con il budget del cliente, stabilito nel contratto
  2. La gestione delle scorte mobili a disposizione: nell’home staging è simile a quella del magazzino e serve per capire quanto si ha a disposizione, per ciò che riguarda arredi e accessori
  3. Il punteggio: nell’home staging un intervento(allestimento) deve poter piacere a più visitatori possibili e gli altri utenti del gioco sono un po’ simili ai visitatori di una casa, tramite agenzia o durante un open house
  4. Il verde conta: non manca mai una pianta da inserire in ogni casa. Le piante piacciono molto agli utenti del gioco, così come a chi visita una casa che ha avuto in intervento di home staging

 

2) Home Design Makeover (per smartphone e tablet)

Questo gioco riguarda la ristrutturazione di una casa, che avviene sempre in base a un budget fittizio, che, però, si ottiene giocando a una specie di “Candy Crush Saga” (e questo è il lato che lo rende molto meno interessante e realistico di Design Home). Ci sono anche dei diamanti, ma vanno solo acquistati in denaro 😦 Due personaggi, una designer e un muratore, guidano l’utente all’inizio di ogni casa da ristrutturare.

Attinenza con l’home staging:

  1. Decluttering: spesso con la funzione “spugnetta” si tolgono elementi che non servono, prima dell’inizio dei lavori
  2. Si lavora su spazi vuoti: un home stager che lavora a una casa vuota potrebbe trarre ispirazione da questo gioco per la gestione degli spazi

Quando ci sarà un gioco sull’home staging? Se lo trovate, segnalatelo nei commenti o contattate Heart Staging

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Proporsi come home stager? Non è un esame da superare.

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Proporsi come home stager nelle agenzie immobiliari non è come superare un esame

Ma l’approccio, a volte, sembra simile.

Entrare in un’agenzia immobiliare o prendere contatti con agenti, per poi spiegare il servizio di home staging, spesso è simile a una sorta di banco di prova per farsi “promuovere” o per avere un voto alto, quasi come se si stesse affrontando un esame universitario, di quelli in cui, alla fine, il docente esige il libretto universitario per apporre voto e firma. Prepararsi per rispondere a domande e gestire obiezioni delle agenzie è un metodo che può servire, ma non basta. Occorre proporsi in maniera naturale, spiegando il servizio e affrontando eventuali perplessità dell’interlocutore. Si deve piano piano entrare in empatia con chi si ha davanti.

Non è facile varcare la soglia di un’agenzia o parlare con un agente al telefono e spiegare che cosa sia l’home staging, quando titolari o agenti non sanno proprio nulla del servizio e a mala pena conoscono il significato del termine che definisce un lavoro di valorizzazione e preparazione di una casa per vendita e affitto. Se conoscono l’home staging il discorso cambia(fino a un certo punto, ma ora non parliamone), ma se non hanno mai davvero sentito parlare di questa sempre più fondamentale e imprescindibile professione, allora tocca davvero far un bel respiro (mentalmente, dai!) e descriverlo nei punti più salienti. Oppure il respiro va fatto davvero. Nasceranno obiezioni e, gestendole, si forniranno ulteriori spiegazioni, che alimenteranno progressivamente l’interesse degli agenti, ma anche dei proprietari privati.

Un esempio recente capitato a Francesca Strafino di Heart Staging è stato quello di parlare in un’agenzia immobiliare in cui non si sapeva assolutamente nulla di home staging ed è stato davvero come tornare ai tempi degli esami universitari. La titolare aveva solo un minuto di tempo disponibile e, quando si è resa conto che non si trattava della vendita di un contratto telefonico o della luce oppure del gas e che nessuno era entrato in agenzia per disturbare, ha trasformato quel minuto in mezz’ora! Tra domande e obiezioni, l’agenzia si è resa conto di aver scoperto un mondo di cui ignorava totalmente l’esistenza. Il mondo dell’home staging! Chiamerà quell’agenzia? Beh, la sfera di cristallo non ce l’ha nessuno.

La strada per una sana e uniforme informazione sull’home staging è ancora lunga, ma farsi concedere del tempo per parlarne non è una questione da poco. Insomma, si va avanti. Cari home stagers, non mollate mai!

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Heart Staging e Home Staging Italia: una nuova collaborazione

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Parole e allestimenti: nasce la collaborazione con Home Staging Italia

Heart Staging e Home Staging Italia hanno appena iniziato a collaborare. Come? Francesca Strafino, home stager e fondatrice di Heart Staging, fa anche parte della società Home Staging Italia, oltre che di APSHI (l’associazione nazionale dei professionisti riconosciuta da Barb Schwarz e IHASP). Oltre a essere parte del team del Lazio, ha iniziato a scrivere per il blog della società italiana che si occupa di home staging. Infatti, a fine luglio è uscito il primo articolo di Francesca, sui passi in avanti compiuti da home stager e agenti immobiliari nell’approccio reciproco e nello studiare il miglior modo per comunicare l’home staging ai proprietari di case. Un articolo che ha avuto un buon successo sui social e che ha appassionato soprattutto gli agenti immobiliari. Home Stager e agenti immobiliari uniti verso i clienti! E questo è solo l’inizio… 😉

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HOME Philosophy Training Day: una emozionante giornata di formazione

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Training Day: home staging e non solo

Il 21 giugno 2018 sarà una data da ricordare, per il mondo dell’home staging. Quella data, infatti, ha visto protagonista il 1° Training Day di HOME Philosophy, che si è tenuto presso l’Hotel dei Cavalieri, in piazza Missori, a Milano. Organizzato dall’HOME Philosophy Academy di Francesca Greco e Gabrio Terribile, uniti nella vita e nel lavoro, il Training Day è stato un importante momento di formazione per home stager e, in generale, per addetti del settore dell’abitare. Introdotto da Gabrio Terribile e dalla sua energia trascinante, l’evento ha visto il coinvolgimento di diversi interventi degli esperti del settore.

Il primo intervento è stato curato dalla mediatrice e psicologa Lucia Di Palermo, che ha illustrato l’importanza delle emozioni in ogni azione, da quella più semplice a quelle che riguardano anche e soprattutto il campo del lavoro. L’home staging, in effetti, si basa sulle emozioni. Ha fatto poi seguito l’intervento di Massimo Caiazzo, dell’IACC, che si occupa di progettazione e colore. Proprio di quest’ultimo e delle sue sfumature si parlava, arrivando a coinvolgere persino l’anatomia dell’occhio umano. Fabrizio Filigheddu, esperto di coaching e comunicazione, ha illustrato “Il viaggio dell’eroe”, che metaforicamente ha riguardato il percorso che ogni persona compie durante la vita nell’affermazione lavorativa e non solo, passando attraverso inevitabili fallimenti e sicuri successi. Maky Menarello, esperta di organizzazione e decluttering dell’abitare, ha invece illustrato l’importanza del saper organizzare ogni aspetto della propria vita, applicandone il metodo anche nel lavoro di home stager e non solo. Muscolare e deciso il discorso di Sanja Radovanovic, referente europea di IAHSP (l’associazione internazionale di home stager professionisti) che ha parlato dell’importanza delle consulenze nell’home staging, sottolineando quanto il sopralluogo analitico debba ricoprire un posto di rilievo in tutto il processo della preparazione della casa per la vendita o l’affitto. Francesca Greco ha, invece, parlato di quanto sia fondamentale la fotografia nella presentazione di un immobile. Infine, Gabrio Terribile ha realizzato un intervento sul marketing mix e sulle sue diverse sfaccettature.

 

Non sono mancate le sorprese. Infatti, per chiudere la giornata, Barb Schwarz, creatrice dell’home staging, si è collegata via Skype con il Training Day, per salutare i presenti e per ribadire concetti fondamentali legati a questa imprescindibile professione. Heart Staging era presente a questa indimenticabile giornata, dove formazione e contatto umano tra home stager di tutta Italia (e anche qualcuno dall’estero) sono stati il connubio perfetto per la sua riuscita. Milano e i suoi tetti hanno anche fatto la loro parte

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La moodboard: un aiuto per l’home staging

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Qualsiasi lavoro che abbia un minimo di creatività parte da un concetto base, intorno al quale si sviluppa tutto il resto e che è l’impronta che caratterizzerà tale lavoro.

Nell’home staging tutto questo si traduce nella moodboard

Che cos’è la moodboard?

Lo dice il termine stesso: “mood”=umore, “board”= “tavolo”. La “tavola dell’umore”? No. La “Tavolozza dell’umore”? No, ma ci stiamo andando vicino. Una moodboard, in effetti, è una sorta di tavolozza, dato che contiene elementi che caratterizzeranno un intervento di home staging, come i colori per un pittore. Infatti, una moodboard si distingue grazie all’inserimento di oggetti e colori che saranno gli elementi chiave di un allestimento. A cosa serve una moodboard? Serve all’home stager per avere un’idea guida del mood (appunto) dell’allestimento e serve al proprietario della casa, per avere un’infarinatura delle atmosfere dell’abitazione sui cui verrà svolto l’home staging. La moodboard viene poi presentata al proprietario. Come si fa una moodboard? Non esiste una sola tipologia di moodboard, ma diverse e tutte personalizzabili. E cioè?

  • Un collage di foto con alcuni oggetti che faranno parte dell’allestimento o una foto unica che li conterrà
  • Un insieme di tonalità Pantone, che saranno quelle utilizzate per l’home staging
  • Un collage di foto prese online per dare l’idea di come potrebbero essere le caratteristiche base di un intervento di home staging
  • Altre tipologie, nate dalla creatività dell’home stager

La moodboard è necessaria?

Non è obbligatoria, ma sarebbe più corretto svilupparla, dato che renderebbe più completo e professionale il lavoro di un home stager, oltre ad aiutarlo ad avere più credibilità agli occhi del proprietario (ma anche dell’agente immobiliare, se curioso di conoscere un determinato intervento di home staging).

Nella foto: la prima moodboard firmata Heart Staging. E tutto cominciò proprio da quella moodboard 😉

Per una moodboard (e, quindi, un intervento di home staging) Heart Staging, home staging a Roma, è a completa disposizione!

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Agenzie immobiliari e improvvisazione nell’home staging? Ma anche no

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Avete mai pensato di assumere il vostro macellaio di fiducia come avvocato? Certamente no, anche se sembra avere doti oratorie convincenti.

Avete mai chiesto al vostro commercialista di farvi un trattamento estetico (magari una lampada o una depilazione)? Forse potrebbe essere bravo a usare la ceretta, ma rischiate anche un’irritazione della pelle.

Un home stager si improvvisa agente immobiliare? Se lo fa è solo disonesto e non vale né come home stager né come agente immobiliare.

Allora perché alcune agenzie immobiliari si sentono in diritto di non avvalersi di un home stager professionista, affermando il principio del “faccio da solo”? Due cuscini, qualche candelina, la scritta in legno “Home”, una copertina sul letto, un cesto di frutta e un servizio fotografico che, spesso, lascia a desiderare. L’home staging è davvero questo? Si fa lunga e proficua formazione per essere, poi, svalutati dall’improvvisazione? Formarsi tanto serve o è sciocco chi lo fa? Diverso è il discorso se un agente immobiliare ha deciso di far seria formazione ed è capace di dividersi il lavoro, attraverso ottimi interventi di home staging.

Fare home staging richiede una seria e non breve progettazione, a partire dall’analisi di un immobile, per il quale entrano in gioco diversi parametri e valutazioni. Organizzare un intervento di home staging comporta non solo diverse fasi, ma anche una preparazione che deve essere studiata, per capire quanta forza lavoro entrerà in gioco, come si deve intervenire e cosa fare. Alla fine di un allestimento, il servizio fotografico va curato nei minimi dettagli, perché delle foto fatte bene attirano più persone e, di conseguenza, più potenziali clienti che vogliono comprare o affittare una casa, una microricettività o uno spazio.

Il lavoro di un agente immobiliare è faticoso e comporta pazienza e forti doti di mediazione, che portano non poco stress. Perché sobbarcasi anche il peso di un intervento di home staging, rinunciando alla collaborazione di chi dell’home staging fa il proprio lavoro e si occupa SOLO di quello?

L’home stager NON RUBA IL LAVORO all’agente immobiliare

L’home stager è una persona in più che può aiutare l’agenzia a lavorare meglio. E fino a quando questo concetto non sarà chiaro, ci ritroviamo in alto mare, come diceva una nota canzone.

Heart Staging, home staging a Roma, si rivolge a privati e ad agenzie per aiutare a vendere o affittare prima un immobile.

Contattateci all’indirizzo mail info@heartstagingrome.it e… ne parleremo di persona!

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Effetto non “Wow”: una casa senza home staging – un’esperienza personale

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Cosa c’è di più terrificante nel vedere una cosa ridotta male (come, ad esempio, quella della foto?)

Ecco il racconto in prima persona di Francesca Strafino, home stager a Roma di Heart Staging. 

“Era l’inizio del 2013 e mi accingevo a cercare una casa da comprare, per non stare più in affitto. Dopo aver scelto le zone di Roma che mi interessavano, mi sono focalizzata sulle case da visitare, cercando sul web e rivolgendomi alle agenzie immobiliari. Prima di trovare la casa dei miei sogni (le mie aspettative erano quelle; ebbene sì), ho visitato circa una trentina di appartamenti, tutti più o meno dai 60 ai 70 mq, arrivando a toccare con mano quello stato d’animo che corrisponde al termine “disperazione”. Già, perché ogni appartamento visitato corrispondeva a qualcosa di allucinante: case abitate con giocattoli che rischiavano di farmi inciampare, porte scarabocchiate, odore di cibo e bambini urlanti; case con muri pieni di muffa e disordinate; case vuote e con odore di muffa; case più piccole di quanto immaginassi (per via di foto fuorvianti, furbescamente scattate col grandangolo) e…insomma, di tutto e di più. Ero sconfortata.

Poi, a marzo, ho visitato un appartamento di 80 mq in zona Montesacro Alto (conosciuta come Talenti), con ingresso, balcone, due camere, un bagno, una cucina e un soggiorno discretamente ampio. Mi sono detta: “Questa ha una marcia in più”. La considerazione l’avevo fatta per la posizione, per i mq e l’esposizione luminosa, ma per il resto…no, decisamente no, per colpa di alcuni mobili rimasti in casa, vecchi, rotti e maleodoranti, compreso un divano vintage con copriletto giallo. “Devo immaginarla senza questi arredi orrendi”, pensavo e lo sforzo d’immaginazione c’è stato. Per questo, ho preso in considerazione l’appartamento, per farlo poi visitare alla mia famiglia.

Quando l’ha visto mia mamma, ha utilizzato il mio stesso sforzo d’immaginazione, sostenendo, però, che l’appartamento si presentava troppo male e che, forse, dovevo cercare ancora, tenendolo in considerazione. Non è andata allo stesso modo con mio padre, che, non appena ha visto la casa, ha esclamato: “Oddio, quanto è brutta: questa sarebbe la casa dei tuoi sogni?”. La mia risposta era affermativa, ma lui era contrariato. “No, tu in un posto simile non ci vai a vivere. Cerca altro!”. Per convincerlo mi ci è voluta tanta persuasione; sudatissima, per giunta, poiché si avvicinava la primavera e le temperature romane rasentano quelle estive. Quell’appartamento è diventato la mia casa e siamo riusciti a tirare molto sul prezzo, dato che si presentava male. Certo, necessitava di una ristrutturazione (che poi è avvenuta), ma era talmente brutta da costringerci a mettere l’ex padrona alle strette, decidendo noi il prezzo, in suo sfavore.

Che cosa sarebbe successo se quella casa fosse stata preparata attraverso un servizio di home staging? Io ho molta fantasia, mia mamma anche (ma meno di me), mentre mio padre rappresenta il 90% delle persone che visitano case proposte da molti privati e agenzie immobiliari: non riusciva ad immaginarla vivibile e stavamo perdendo un’opportunità. Se non avessi convinto mio padre, quella casa sarebbe rimasta sul mercato ancora per parecchio tempo. Non c’è stato nessun effetto “Wow” per quella che è diventata la mia abitazione. Se fosse stato applicato l’home staging, non avrei perso tempo e sudore per convincere mio padre (e anche un po’ mia madre).

Credo che questa mia esperienza personale possa essere d’esempio per far capire che, senza home staging, una casa non solo viene venduta con più difficoltà, ma, presentandosi male, si è costretti a trattare molto sul prezzo, con conseguente perdita di valore della casa stessa.

Stai affittando o vendendo casa? Contatta Heart Staging – valorizzazione immobiliare, home staging a Roma e chiedi una consulenza.

Ah, la casa in foto non è casa mia, ho solo esagerato un po’ 🙂 ”

Francesca Strafino