Che cos'è l'home staging, credere nell'home staging, fare home staging

Proporsi come home stager? Non è un esame da superare.

book-791884_1920.jpg

Proporsi come home stager nelle agenzie immobiliari non è come superare un esame

Ma l’approccio, a volte, sembra simile.

Entrare in un’agenzia immobiliare o prendere contatti con agenti, per poi spiegare il servizio di home staging, spesso è simile a una sorta di banco di prova per farsi “promuovere” o per avere un voto alto, quasi come se si stesse affrontando un esame universitario, di quelli in cui, alla fine, il docente esige il libretto universitario per apporre voto e firma. Prepararsi per rispondere a domande e gestire obiezioni delle agenzie è un metodo che può servire, ma non basta. Occorre proporsi in maniera naturale, spiegando il servizio e affrontando eventuali perplessità dell’interlocutore. Si deve piano piano entrare in empatia con chi si ha davanti.

Non è facile varcare la soglia di un’agenzia o parlare con un agente al telefono e spiegare che cosa sia l’home staging, quando titolari o agenti non sanno proprio nulla del servizio e a mala pena conoscono il significato del termine che definisce un lavoro di valorizzazione e preparazione di una casa per vendita e affitto. Se conoscono l’home staging il discorso cambia(fino a un certo punto, ma ora non parliamone), ma se non hanno mai davvero sentito parlare di questa sempre più fondamentale e imprescindibile professione, allora tocca davvero far un bel respiro (mentalmente, dai!) e descriverlo nei punti più salienti. Oppure il respiro va fatto davvero. Nasceranno obiezioni e, gestendole, si forniranno ulteriori spiegazioni, che alimenteranno progressivamente l’interesse degli agenti, ma anche dei proprietari privati.

Un esempio recente capitato a Francesca Strafino di Heart Staging è stato quello di parlare in un’agenzia immobiliare in cui non si sapeva assolutamente nulla di home staging ed è stato davvero come tornare ai tempi degli esami universitari. La titolare aveva solo un minuto di tempo disponibile e, quando si è resa conto che non si trattava della vendita di un contratto telefonico o della luce oppure del gas e che nessuno era entrato in agenzia per disturbare, ha trasformato quel minuto in mezz’ora! Tra domande e obiezioni, l’agenzia si è resa conto di aver scoperto un mondo di cui ignorava totalmente l’esistenza. Il mondo dell’home staging! Chiamerà quell’agenzia? Beh, la sfera di cristallo non ce l’ha nessuno.

La strada per una sana e uniforme informazione sull’home staging è ancora lunga, ma farsi concedere del tempo per parlarne non è una questione da poco. Insomma, si va avanti. Cari home stagers, non mollate mai!

Annunci
Che cos'è l'home staging, credere nell'home staging, Eventi sull'home staging

“L’agente immobiliare spiegato agli home stager”, un importante confronto

20180615_102901.jpg

Come fare home staging? Come si può collaborare con gli agenti immobiliari? Cosa fanno gli agenti immobiliari?

L’incontro “L’agente immobiliare spiegato agli home stager”, che si è tenuto venerdì 15 giugno 2018 presso lo “Spazio Concrete” di Roma, verteva su queste domande, ma, soprattutto, era mirato a un serio confronto tra agenti immobiliari e home stager. Tenuto da Massimiliano Onofri, agente immobiliare, l’evento si è rivelato un importante appuntamento per capire meglio due mondi: l’home staging e il lavoro di agente immobiliare, così diversi e, proprio per questo, fatti “l’uno per l’altro”, perché in grado di operare in un sistema fatto di sinergia vincente e volto a svecchiare il panorama dell’immobiliare. Onofri spiegava come, spesso, in Italia si tenda a sottovalutare l’importanza dell’agente immobiliare, che, invece, è un valido aiuto per chi vende e compra casa e in grado di agevolare la vita di venditori e acquirenti, rispetto a chi fa da sé. “Le case si sono sempre vendute”, si è sempre detto, e molti credono di poter agire senza intermediazione immobiliare. Invece, il lavoro dell’agente è qualcosa di imprescindibile, se si vuole vendere e comprare nel migliore dei modi.

20180615_130522.jpg

I numerosi home stager e agenti immobiliari presenti all’incontro ponevano diverse domande, per cercare di capire come superare le diffidenze di chi vende o affitta casa e si è sollevato il problema di come sia necessaria una comunicazione efficace, da parte degli agenti -per spiegare meglio i loro compiti- e da parte degli home stager, che devono far conoscere il loro lavoro, ancora nuovo per l’Italia, anche se in continuo divenire. Il confronto verteva, quindi, su come viene percepito l’agente immobiliare e su come l’home staging possa intervenire per dare una ulteriore marcia al sistema di vendita e affitto tramite agenzie. Superare il dilagante “fai da te” (presente purtroppo in tutti i settori e non solo in quello immobiliare, in tempi di progressiva e dannosissima improvvisazione) è uno degli obiettivi da cui non bisogna mai deviare.

Si è, inoltre, parlato dei trend di ricerca dell’home staging, del suo posizionamento nel mercato e delle relative, ma superabili, problematiche. Ciò che è emerso è che ormai dell’home staging non si può fare a meno e gli agenti immobiliari, ma anche chi lavora in settori paralleli, come l’edilizia ecc. iniziano a percepirlo come un servizio fondamentale e non come un optional. Gli agenti credono nell’home staging, nonostante le difficoltà che spesso hanno nel proporre il servizio, che i proprietari di case non riescono sempre a comprendere.20180615_132755.jpg

Questo incontro è stato, quindi, fondamentale, non solo per il confronto, ma anche come ulteriore passo in avanti per dar vita a nuovi modi di lavorare in un settore , quello immobiliare, imprescindibile, ma che in Italia viene spesso visto come l'”ultima spiaggia” dopo il “fai da te”. Puntare su una comunicazione vincente e fornire dati aggiornati sono il primo passo da cui partire per lavorare ancora meglio.

Che cos'è l'home staging, credere nell'home staging, fare home staging

La moodboard: un aiuto per l’home staging

20171110-2

Qualsiasi lavoro che abbia un minimo di creatività parte da un concetto base, intorno al quale si sviluppa tutto il resto e che è l’impronta che caratterizzerà tale lavoro.

Nell’home staging tutto questo si traduce nella moodboard

Che cos’è la moodboard?

Lo dice il termine stesso: “mood”=umore, “board”= “tavolo”. La “tavola dell’umore”? No. La “Tavolozza dell’umore”? No, ma ci stiamo andando vicino. Una moodboard, in effetti, è una sorta di tavolozza, dato che contiene elementi che caratterizzeranno un intervento di home staging, come i colori per un pittore. Infatti, una moodboard si distingue grazie all’inserimento di oggetti e colori che saranno gli elementi chiave di un allestimento. A cosa serve una moodboard? Serve all’home stager per avere un’idea guida del mood (appunto) dell’allestimento e serve al proprietario della casa, per avere un’infarinatura delle atmosfere dell’abitazione sui cui verrà svolto l’home staging. La moodboard viene poi presentata al proprietario. Come si fa una moodboard? Non esiste una sola tipologia di moodboard, ma diverse e tutte personalizzabili. E cioè?

  • Un collage di foto con alcuni oggetti che faranno parte dell’allestimento o una foto unica che li conterrà
  • Un insieme di tonalità Pantone, che saranno quelle utilizzate per l’home staging
  • Un collage di foto prese online per dare l’idea di come potrebbero essere le caratteristiche base di un intervento di home staging
  • Altre tipologie, nate dalla creatività dell’home stager

La moodboard è necessaria?

Non è obbligatoria, ma sarebbe più corretto svilupparla, dato che renderebbe più completo e professionale il lavoro di un home stager, oltre ad aiutarlo ad avere più credibilità agli occhi del proprietario (ma anche dell’agente immobiliare, se curioso di conoscere un determinato intervento di home staging).

Nella foto: la prima moodboard firmata Heart Staging. E tutto cominciò proprio da quella moodboard 😉

Per una moodboard (e, quindi, un intervento di home staging) Heart Staging, home staging a Roma, è a completa disposizione!

Che cos'è l'home staging, credere nell'home staging, fare home staging

Agenzie immobiliari e improvvisazione nell’home staging? Ma anche no

no-3033069_1920

Avete mai pensato di assumere il vostro macellaio di fiducia come avvocato? Certamente no, anche se sembra avere doti oratorie convincenti.

Avete mai chiesto al vostro commercialista di farvi un trattamento estetico (magari una lampada o una depilazione)? Forse potrebbe essere bravo a usare la ceretta, ma rischiate anche un’irritazione della pelle.

Un home stager si improvvisa agente immobiliare? Se lo fa è solo disonesto e non vale né come home stager né come agente immobiliare.

Allora perché alcune agenzie immobiliari si sentono in diritto di non avvalersi di un home stager professionista, affermando il principio del “faccio da solo”? Due cuscini, qualche candelina, la scritta in legno “Home”, una copertina sul letto, un cesto di frutta e un servizio fotografico che, spesso, lascia a desiderare. L’home staging è davvero questo? Si fa lunga e proficua formazione per essere, poi, svalutati dall’improvvisazione? Formarsi tanto serve o è sciocco chi lo fa? Diverso è il discorso se un agente immobiliare ha deciso di far seria formazione ed è capace di dividersi il lavoro, attraverso ottimi interventi di home staging.

Fare home staging richiede una seria e non breve progettazione, a partire dall’analisi di un immobile, per il quale entrano in gioco diversi parametri e valutazioni. Organizzare un intervento di home staging comporta non solo diverse fasi, ma anche una preparazione che deve essere studiata, per capire quanta forza lavoro entrerà in gioco, come si deve intervenire e cosa fare. Alla fine di un allestimento, il servizio fotografico va curato nei minimi dettagli, perché delle foto fatte bene attirano più persone e, di conseguenza, più potenziali clienti che vogliono comprare o affittare una casa, una microricettività o uno spazio.

Il lavoro di un agente immobiliare è faticoso e comporta pazienza e forti doti di mediazione, che portano non poco stress. Perché sobbarcasi anche il peso di un intervento di home staging, rinunciando alla collaborazione di chi dell’home staging fa il proprio lavoro e si occupa SOLO di quello?

L’home stager NON RUBA IL LAVORO all’agente immobiliare

L’home stager è una persona in più che può aiutare l’agenzia a lavorare meglio. E fino a quando questo concetto non sarà chiaro, ci ritroviamo in alto mare, come diceva una nota canzone.

Heart Staging, home staging a Roma, si rivolge a privati e ad agenzie per aiutare a vendere o affittare prima un immobile.

Contattateci all’indirizzo mail info@heartstagingrome.it e… ne parleremo di persona!

Che cos'è l'home staging

A chi si rivolge l’home staging?

DSC05061.jpg

A chi è rivolto l’home staging?

  • Ai proprietari di immobili (abitabili ma anche ricettività o attività commerciali oppure altri spazi che si possono valorizzare tramite allestimenti). Con una spesa assolutamente non eccessiva, i proprietari possono affittare o vendere l’immobile in tempi più rapidi, risparmiando su spese che si protraggono nel tempo (come spese di condominio, di luce, gas, riscaldamento, tasse, ecc). Il proprietario, grazie all’home staging, riuscirà a entrare nell’ottica che non si sta vendendo o affittando la sua casa, ma UNA casa, quella di cui usufruiranno altri. Infatti, chi affitterà o comprerà una casa, vuole sentirsi a proprio agio, immaginando una sua futura vita in una casa che non ha tracce del precedente proprietario.
  • Alle agenzie immobiliari, che possono cooperare con gli home stager proponendo una collaborazione fissa, per la quale gli immobili acquisiti dalle agenzie vengono sempre valorizzati dagli home stager. In alternativa, gli agenti immobiliari possono servirsi degli home stager qualora il proprietario richieda il servizio di home staging o, al contrario, glielo si proponga. L’home stager non prenderà MAI il posto dell’agente immobiliare, avendo compiti completamente distinti, ma può essere una sua valida spalla. Avvalendosi di un home stager, l’agenzia immobiliare avrà maggiori possibilità di affittare o vendere un immobile senza sconti e, a volte, anche con un prezzo leggermente più alto (ma sempre attinente al mercato di zona), così come migliore visibilità e sul web -grazie a foto belle e professionali- e possibilità di distinguersi maggiormente dalle altre agenzie, per via di case valorizzate. Inoltre, tutto ciò può favorire maggiore acquisizione di immobili da affittare o vendere.
  • Ai costruttori, che, servendosi dell’home staging, possono aiutare il futuro acquirente a cogliere il potenziale dell’immobile fresco di costruzione e a non immaginarlo così spoglio e freddo come è solito essere un cantiere

 

Che cos'è l'home staging

Che cos’è l’Home Staging

DSC05060

 

Che cosa significa home staging? Letteralmente è “Mettere in scena una casa” e già da questo è facile capire che cosa si intenda. L’home staging, infatti, è una tecnica di valorizzazione immobiliare, volta a velocizzare l’affitto e la vendita di una casa.

Come funziona l’home staging?

L’home stager si occupa di preparare una casa, per far sì che, presentata al meglio in tutto il suo potenziale, possa colpire emotivamente l’eventuale acquirente o affittuario. Scopo dell’home staging è, quindi, quello di rendere un immobile più piacevole e accogliente, mettendone in risalto i pregi, in modo che la casa avrà più chance di essere affittata o venduta in tempi più brevi e a un miglior prezzo. Mai più, quindi, immobili spogli e difficili da immaginare arredati oppure ammobiliati in maniera disordinata o troppo personalizzata. L’affittuario o l’acquirente, davanti a una casa sottoposta a home staging, non può non rimanerne sedotto e non desiderare di viverci subito, sentendosi accolto. E, dati alla mano, l’home staging funziona alla mano! L’home staging è una vera e propria professione, nata negli USA negli anni ’70 e che sta diffondendosi in Europa e in Italia solo negli anni più recenti.